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L’equitazione ha una antica origine, che risale al momento  stesso in cui l’uomo ha iniziato ad addomesticare il cavallo. Dai mongoli agli arabi, dagli egizi ai persiani, le diverse civiltà hanno dato origine a diversi modi di addestramento: la prima testimonianza scritta che parla di addestramento dei cavalli risale addirittura a un testo hittita del 1300 avanti Cristo.

In Spagna, nazione simbolo della equitazione più nobile, coesistono due distinte razze di cavalli: il pony, caratteristico delle regioni umide e montagnose del Nord, di piccola statura, e il cavallo delle terre aride e calde del Sud, di taglia maggiore. In tutta Europa è famosissimo il cavallo andaluso: la monta caratteristica si è diffusa nel periodo che coincide con la formazione dell’Impero Spagnolo, sul cui dominio “non tramontava mai il sole”. La razza andalusa impone il proprio modo di esprimere l’equitazione in Europa e anche in America nel corso degli ultimi due secoli. E la maggior parte delle razze del vecchio continente accusa, in un certo senso, la presenza del cavallo andaluso che mira, in un certo modo, a sostituire quello arabo come perfezionatore di razze esistenti. Il sangue andaluso, infatti, è percepibile nei lipiziano, Fresian, Hackney, Kladruber, Oldenburg, Normanno antico, Orlov e Napoletano. Il cavallo andaluso, come animale “d’élite”, può considerarsi un vero e proprio tesoro della produzione equina spagnola.

 

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